Gardening at Night

Gardening at Night

Per avere i Gardening at Night, miscelare 3/4 di Squirrel e 1/4 di Green Woodpecker. Aggiungere all’impasto 4 etti di songwriting collettivo, un cucchiaio di delay in polvere e una spolverata di overdrive granulare.
Agitare con cura dal 2006 al 2008. Decorare con un pizzico di sabbia del deserto e stendere il preparato su una sfoglia di ritmo e melodia. Far cuocere a 3000 watt per 130 bpm e il gruppo è pronto.
Da gustare preferibilmente ad alto volume, accompagnato da una bevanda a base di malto d’orzo.

Summertime

by michele on Jul.28, 2010, under Events, Gigs

Ecco la parte molle dell’estate, che ti avvolge nella sua calda placenta, e ti sballa un po’. Ti fa nascere dentro delle voglie incomprensibili, voglie di profumi, di notti lunghe e giorni sonnolenti. Di mollezza e pigrizia, voglia di lasciarsi trascinare inerti dalla marea, anche quando sei bloccato tuo malgrado a palate di chilometri dal primo accenno di acqua salata. Quella parte di estate che ti rincretinisce considerevolmente, ti rende più distratto, più svagato, ti fa sognare a occhi aperti, e non tralascia di tormentarti quando gli occhi ce li hai chiusi.
Anche questo sito sta navigando nel languore di questi giorni. Potrebbe raccontarvi molte cose, soprattutto di argomento medico, invece tace, un po’ annichilito dal torpore di cui sopra, un po’ cullato dalla pigrizia che sempre ci accompagna.
Chissà come si sta di questi tempi a Casina, 25 km da Reggio Emilia, sede del Roadie Rock Festival.

SELECTED2010
Noi Gardening at Night sabato saremo lì, a leccarci le ferite e a curare la malinconia estiva a suon (si spera) di parmigiano, prosciutto, buon vino, ospitalità emiliana e una dose massiccia di live music.
Live music che a quanto pare non sfama nessuno in questo paese, neanche un idolo come Pierpaolo Capovilla. Vi salutiamo, per ora, con questo video che dovrebbe riempire di pensieri le vostre testoline sballate dal caldo. Buone vacanze.

Fossifigo – Il Teatro degli Orrori 1/2 from prontialpeggio on Vimeo.

Fossifigo: Il Teatro degli Orrori 2/2 from prontialpeggio on Vimeo.

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Radio & contest Cure

by enrico on Jun.09, 2010, under Events, Words

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Un mesetto fa siamo stati invitati a partecipare alla trasmissione radiofonica TRACK01 della web-radio del Politecnico di Torino. Con somma rigidità, 2/5 dei Gardening at Night sono riusciti a superare il test radiofonico. Ora siamo quasi pronti per la tivvù. Quasi.
Qui sotto trovate il link per ascoltare in streaming la puntata dedicata a noi: un’ora di chiacchiere, cazzate e una canzone voce, chitarra e cori stonati. Potete anche votarla, se vi piace.
Ci teniamo a ringraziare lo staff di TRACK01, tutti bravi guaglioni, gentili e simpatici oltre che professionalmente impeccabili. E’ stato un piacere!

track
Cheer up, honey, I hope you can
There is something wrong with me
My mind is filled with radio cures
Electronic surgical words

Evviva i Wilco e Radio Cure.

Per concludere, ecco l”altra novità: siamo stati selezionati per il RoadieRockFestival di Casina, concorso che si terrà il 31 luglio e l’1 agosto 2010 a Casina, in provincia di Reggio Emilia. Solo 5 band su più di 200 sono state prese. Quindi fateci i complimenti e se siete da quelle parti in quel weekend venite a darci un po’ di supporto morale!

Buon mondiale, forza Costa d’Avorio.

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Act Surprised for free!

by enrico on May.24, 2010, under Events

Nuove recensioni per l’ACT SURPRISED ep che pare invecchiare bene:

Sonorità britanniche per i Gardening at night. Il loro ep di 3 tracce passa dal brit-rock sfumando a volte nel punk e nell’indie. Rappresentano, in un certo senso, il rock moderno pieno di influenze e contaminazioni…

[UNDERGROUNDZINE]

Power pop come se ne faceva in quantità oltreoceano una ventina di anni or sono, figlio dei Lemonheads ancor più che degli R.E.M. ( da una canzone dei quali prendono il nome), con suoni curati quanto serve, gusto melodico e una sorprendente capacità di scrittura…

[INDIE-ZONE]

Ottimo trampolino di lancio per i Gardening at Night. Un condensato di rock melodico, ricco di personalità, le cui tracce si lasciano ascoltare molto piacevolmente grazie melodie di facile presa…

[MUSIC REVIEWS 2.0]

Trampolino di lancio, speriamo. Sono passati un po’ di mesi dall’uscita del nostro primo EP e non possiamo che essere soddisfatti delle reazioni degli ascoltatori.
Abbiamo ancora molte copie avanzate che stanno iniziando a impolverarsi. Sono tutte vostre, se volete, aggratis: se vi può far piacere ascoltare le nostre canzoni in auto e non sulle microscopiche casse del computer, se non sapete cosa regalare ad un amico e non avete soldi in tasca o se semplicemente vi va di supportarci, facendoci conoscere a chi pensate possa apprezzare la nostra musica, fatelo. Sapete dove trovarci.

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Rock the Pine!

by michele on May.15, 2010, under Events, Gigs

Domani al campetto di pallacanestro di via Molina, a Pino Torinese, si terranno le selezioni del concorso per band emergenti Rock the Pine.
I vostri beniamini Gardening at Night hanno superato la prima fase, e si esibiranno nel primo pomeriggio, al gran completo con anche il batterista errante napoletan-belga.


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Rock the Pine 2009 from Strayorange on Vimeo.

 

 

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Montepulciano

by enrico on Apr.20, 2010, under Gigs

Overdrive azzerati, cavi fottuti, cavi fottuti che vengono pestati e si staccano dalla chitarra, mandolini scordati, mandolini scordati che emettono ultrasuoni che infastidiscono persino i possessori di mandolini scordati, voci morenti di tosse, bacchette che volano in aria ma non tornano come boomerang, stronzoli nel culo, asincronie chitarrose e catarrose che neanche Ghezzi.
Però quanto è bella la toscana.

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Sarebbe bello tornarci.

Nel frattempo, domani sera GARDENING live @ Xò cafè, Torino – h.21.30;
e presto anche news radiofoniche, acustiche, visive e filmiche, così vi insegnamo che cos’è il guerrilla gardening.

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Revisioni.

by enrico on Mar.22, 2010, under Words

In Italia, una volta, era possibile.
A Catania, nel 1990, c’era un’etichetta discografica indipendente dal nome Cyclope Records. Una casetta piccola piccola, dalla gestione casalinga. Capace comunque di fare un giretto negli States e distribuire in Italia gli Yo La Tengo. Quando gli Yo La Tengo, probabilmente, non se li filava nessuno.
Ci fu un gruppo, forse il più sentito per la Cyclope Records, che pubblicò ben tre dischi in quel di Catania.
i Flor De Mal, dal nome chiaramente baudelairiano.
In rete trovi solo qualche riga della loro storia, una storia pazzesca: i REM li ascoltano con piacere, li contattano e decidono di aiutarli. Così, oltre a condividere palchi internazionali con una band in pieno boom mediatico, i Flor De Mal si ritrovano – così pare – Peter Buck negli studi di Catania a produrre e arrangiare l’album Revisioni.
Ho faticato parecchio a trovarlo. Pare che non sia rimasto niente di questi Flor De Mal, se non qualche ricordo sbiadito di pochi siciliani appassionati. Revisioni è cantato un po’ in italiano, un po’ in inglese. Anche un po’ in siciliano. Suona come un folk-rock incazzato, a tratti punk, spigoloso quanto basta per precludersi un buon circuito radiofonico, eppure arricchito da un paio di ballate che sembrano uscite da Green, godibilissime e invecchiate decisamente bene. Suona come una delle migliori band italiane che io abbia mai sentito. Nello stesso periodo usciva Germi degli Afterhours. Io forse, fossi più vecchio, in quel periodo avrei ascoltato di più i Flor De Mal.
Comunque. E’ andata a finire che pochi anni dopo la Cyclope Records, fiera di aver lanciato altri artisti come Carmen Consoli o Moltheni, perde prematuramente il fondatore, Francesco Virlinzi, cambia direzione e pian piano affoga nel mare della sovrapproduzione italica, sconfitta dal merdoso pop da classifica.

Tutti coloro che ci suggeriscono di cantare in italiano dicono una cosa sensata.
Io però vorrei suggerire alle etichette italiane di osare, di smettere di offrire contratti a gente che canta in napoletano per poi chiudere le porte a chi, come noi, è affezionato alla lingua più parlata nel mondo. Di smettere di pensare al mercato e all’abbigliamento e ogni tanto pensare alle canzoni, alla musica.
In Italia ora non è possibile. Sembra banale, ma la situazione musicale attuale è lo specchio dell’intera società italiana che tanto ci disgusta. Un’Italia che non sarà mai europea dal momento che i parlamentari riescono a malapena a farsi capire nella propria lingua e non sanno in che anno fu scoperta l’America. Un paese che non sarà mai discograficamente esportabile ad alti livelli, perchè un mandolino verrà fatto suonare nel più tradizionale dei modi e il meglio che si potrà fare sarà andare a ballare in Puglia, continuando a ostentare con rime baciate il nostro legame con una terra che non è più fertile, dimenticandosi della ricchezza culturale che si trova a pochi passi da noi.
L’abbiamo voluto noi. Abbiamo deciso che l’Italia era il fottuto paese dei doppiatori più bravi del mondo, ci siamo abbuffati di cinema americano trasformandolo in merda per le orecchie senza dare nulla in cambio se non Laura Pausini e barzellette governative. Abbiamo fatto – e stiamo facendo – le cose accazzo di cane, tutti stufi di una mentalità che però nessuno si decide a cambiare.
Ascoltate questa canzone e ditemi se non era possibile un’altra Italia, un’Italia legata alle proprie radici e allo stesso tempo prodotta dai REM, internazionale.

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We don’t snow

by michele on Mar.08, 2010, under Events, Gigs, Video

Due giorni di sole sugli ultimi tre. Ieri, se non ve ne siete accorti, nevicava che a Vancouver avrebbero ringraziato il cielo.
E voi pensavate che i Gardening potessero desistere dai loro propositi solo per questo? Ovviamente no, anche se ci riproveremo quando la primavera ci accarezzerà dolcemente e potremo cantare soffiando via i pollini fluttuanti.
Ieri ci siamo rintanati dove si poteva, a bere vini francesi e a cimentarci in una magnifica jam session con l’altrettanto stoica Tremabanda (thanks guys!). Poi abbiamo deciso di portare fuori qualche strumento e improvvisare una versione particolarmente sgangherata, rotolante, scordata e avvinazzata di We don’t know. Il nostro regista preferito, Luca Vigliani, ha preso la prima fotocamera scrausa che ha trovato e via, buona la prima.

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Gardening @ Cavuret

by michele on Mar.06, 2010, under Events, Gigs

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Domani mattina, davanti all’edicola di Cavoretto, in piazza Freguglia, dalle 10.30 fino a ora di pranzo, tre Gardening su cinque imbracceranno chitarre, mandolini, armoniche e quant’altro per reinterpretare i loro brani in chiave folk-stradaiola.
Sì, domani è domenica. Ma ecco qualche buon motivo per passare di lì: si esibirà anche la Tremabanda, orgoglio cavorettese; ci sarà un aperitivo e il parco Europa è a due passi; verrà presentata la nuova stagione di Cavoretto Cultura; chi di voi non possiede ancora il nostro Act Surprised Ep potrà accaparrarselo prima che diventi introvabile e i collezionisti debbano sborsare cifre folli per recuperarlo.
I Gardening tutti, dal Belgio all’Italia, ci tengono anche ad annunciare probabili sorprese nel vicino futuro. Stay tuned.

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Gardening Underground

by michele on Jan.28, 2010, under Gigs

Se siete in cerca di nuovi modi per scaldare via l’inverno, potreste fare un salto al Ratatoj a Saluzzo, sabato sera verso le 22. Ci troverete i caldissimi Gardening at Night che suonano per il concorso Saluzzo Underground, e che salutano il batticoperchi belga.
Richiesta ghirlanda d’aglio.
Selezione all’uscita.

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Act Surprised in translation

by michele on Jan.28, 2010, under Lyrics

Qualcuno ci ha chiesto se potevamo tradurre i testi delle nostre canzoni. Noi ci abbiamo provato, un po’ ridendo di tutto quello che inevitabilmente finisce “lost in translation” e un po’ cercando di dar loro un senso al di là di tutto.

FAKE

Sai dove nascondo la maschera che uso per il mio travestimento?
Forse è proprio oltre i miei occhi
Sai dove trovare un altro posto da lasciarti alle spalle,
Proprio come hai già fatto di volta in volta

E adesso ho paura, so che ti troverò là
Dove hai osato guardare al di là dei miei occhi

Ora sai dove giace la cenere dopo che tutto ciò che hai immaginato è stato detto e fatto
Perché non resisti più?
Mi sento male, cosa viene dopo? Un altro processo o un’altra perdita?
Ne pagherai il prezzo?

Ora sei tu ad aver paura, sai che ti troverò là
Dove hai osato guardare al di là dei miei occhi.

WE DON’T KNOW

Ciò di cui non parliamo è ciò che vogliamo di più
Sei pronta a dare la tua vita per pagarne il prezzo?
E so che non possiamo saltare nel nulla senza una rete di sicurezza
Non perché non ne abbiamo una, solo perché non l’ho ancora comprata

E se il nostro futuro si dimostra buono con noi e la fortuna non se ne va
So che non possiamo fallire nel realizzare le nostre promesse
E se ci separassimo per non incontrarci più, almeno ci saremo conosciuti
Abbastanza bene da prendere il meglio da tutto quanto

Non sappiamo cosa vogliamo
Ma lo vogliamo ora

Un amore di più basso profilo è ciò che pensi di ottenere da me
Un grado più basso di felicità e garanzie meno solide
Sono fuori tempo e fuori spazio e ho dimenticato dove ho messo la mia grazia
Ma l’amore è gratis e non penso che tu possa dissentire

Non sappiamo cosa vogliamo
Ma lo vogliamo ora.

OLD HABITS

Passo ciò che resta della notte
Aspettando di sentirmi almeno brillante
Con la speranza che tutto ciò che è stato
Vada a riempire lo spazio dentro

Non posso proprio affrontarlo oggi
E domani so già che aspetterò
Perciò continuo a sprecare il mio tempo
Mentre tu mi dici: “Non preoccuparti starai bene
Starai davvero bene.”

Ma io non rimpiazzo tutto
Il tempo che ho speso con te
Con bugie da mettere sul mio scaffale
Quindi vai, aspetta te stessa
Vai e aspetta te stessa

Perché non so se ho chiuso con tutto questo
Mi sembra solo di ricordare di essermi abituato

Vecchi libri e caffè per stare sveglio
Sai che probabilmente arriverò in ritardo
Hai abusato del tuo odio
E ora non riesci più a trovare la tua fede
Non riesci a trovare la tua fede

Una tempesta sta aspettando ad arrivare
E ti troverà disfatta
Incompiuta e distrutta e lacerata

Quindi, cos’altro si potrà fare?
Quindi, cos’altro si potrà fare?

Perché io non so se ho chiuso con tutto questo
Mi sembra solo di ricordare di essermi abituato

Oh, sono sicuro di non aver chiuso con tutto questo
È solo che odio ricordare di essermi abituato.

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photo by: Federico Torres
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